La mia storia

Mi chiamo Baraldi Matteo,

Il 6 settembre 1999, mentre ero alla guida della mia moto, causa la cattiva manutenzione di una strada, sono scivolato e, finendo violentemente contro un guardrail lasciato per incuria da anni completamente deformato e rivolto come una lama verso la carreggiata, ho subito l'amputazione istantanea del braccio destro all'altezza del terzo superiore dell'omero ed altre gravi lesioni interne.
Dopo una settimana di sala rianimazione e una ventina di giorni di ricovero in ospedale mi sono ripreso in modo sorprendentemente veloce.
Fin da bambino ho sempre sognato di praticare il motociclismo a livello agonistico e prima dell'incidente mi stavo attivando per renderlo concreto.

Questo “stop” forzato e la perdita del braccio non mi hanno fatto perdere d'animo.
Frequentando il centro per la sperimentazione ed applicazione di protesi e presidi ortopedici di Vigorso di Budrio (BO), unico in Europa, per essere fornito della protesi che utilizzo quotidianamente, ho visto che il centro si occupava attivamente di sperimentazione e realizzazione di protesi sportive. (Anche Alex Zanardi due anni dopo è stato in questo centro)
Constatando che venivano costruite protesi con materiali e tecnologie veramente innovative per qualsiasi disciplina sportiva, da praticare anche a livello agonistico, ho pensato ad una protesi per il motociclismo-velocità.
La mia proposta è stata accolta con entusiasmo e in collaborazione con medici, ingegneri e tecnici del centro è stata realizzata e fornita una protesi specifica certificata nel rispetto degli standard di qualità previsti dalla certificazione ISO 9001 dal Direttore Tecnico del centro Ing. Sacchetti.
La protesi, che è quindi un prototipo, svolge la funzione di sola tenuta del semimanubrio destro in accelerazione, in staccata, nelle pieghe e nelle varie situazioni dove serve il controllo dell' arto. La protesi è articolata e può fare i movimenti di un normale braccio: ha la mano con le dita chiuse per la presa ed il pollice che apre e chiude ad azione manuale, un polso snodato a molla per riassettare la mano in asse, il movimento del gomito e rotazioni di avambraccio e braccio.
Ha la sua massima efficacia e corretto funzionamento quando impugna il semimanubrio e gli viene impressa la forza che agisce sui movimenti relativi alla guida, dalla parte muscolare del pettorale, spalla e dalla parte di braccio vero. In caso di caduta automaticamente con la torsione la mano lascia la manopola (già sperimentato in pista con esito positivo).

Aggiungendo ulteriori sforzi economici ho acquistato una moto Aprilia RS 250 e con semplici adattamenti consistenti nello spostare a sinistra l'acceleratore e la leva del freno anteriore e applicare all' estremità della manopola destra un disco di sicurezza in materiale plastico con funzione di fermo per la mano, l'ho adeguata alle mie nuove esigenze.
Per quanto riguarda l' acceleratore inizialmente è stato modificato artigianalmente il suo, in seguito è stato utilizzato un gas rapido racing per moto 4 tempi con doppio comando per apertura e chiusura ed è stata utilizzata di conseguenza la parte per il comando di chiusura per l' apertura.
Per quanto riguarda la pompa del freno anteriore è stata utilizzata la sua in modo capovolto; questo si è potuto fare perché la pompa è di tipo con serbatoio dell' olio con vaschetta separata che per gravità rimane ugualmente in pressione nella pompa.
Nel caso però di cambio olio e relativo spurgo va fatto con la pompa dritta nella sua corretta posizione e solo dopo aver finito e chiuso il tutto si può mettere nella posizione ribaltata.
Per quanto riguarda la frizione inizialmente è rimasta nella sua posizione spostata sotto la leva del freno, successivamente ho utilizzato un comando idraulico a piede lato destro, ora sono ritornato alla leva a manubrio.

Per provare concretamente il nuovo binomio moto-pilota mi sono recato più volte presso il circuito di Adria (Rovigo) dove tengo a precisare che ho trovato una bellissima accoglienza unitamente a molta sensibilità e comprensione nei confronti della mia situazione.

 

Forte dei risultati ottenuti ho iniziato un percorso che si è rivelato non privo di difficoltà.

Il Moto Club Fontana di Desenzano del Garda, presso cui ero tesserato (da alcuni anni ha terminato la sua attività ed ora sono tesserato presso il Moto Club Leonessa di Brescia) credendo nelle mie possibilità, ha inoltrato richiesta di visita medico – sportiva per l'idoneità alla pratica agonistica ma il medico che mi ha sottoposto alla prima visita, presso un grande centro di Medicina dello Sport di Milano, senza motivazioni e senza tener conto della vigente normativa per la specifica materia, ha emesso un certificato di “NON IDONEITA' “.
A questo ho fatto subito seguire un ricorso alla Commissione Regionale d'Appello della Regione Lombardia ma anche in questo caso, dopo un iter travagliato e ancora senza nessuna motivazione, si è avuto esito negativo.
Sentita la Federazione Motociclistica Italiana che in caso di idoneità medico-sportiva non avrebbe avuto nulla da eccepire circa la possibilità di svolgere attività agonistica; sentito ed acquisita la relazione di idoneità agonistica motociclismo velocità del Dott. Italo Guido Ricagni Medico Specialista in Medicina Aeronautica e Spaziale, in Medicina dello Sport, responsabile squadre nazionali della F.I.S.D. dell'Istituto di Medicina dello Sport di Roma nonché collaboratore alla promulgazione del Decreto 4.3.1993 del Ministero della Sanità (protocollo per rilascio idoneità sportiva agonistica a persone con disabilità); sentito il parere legale del mio avvocato di fiducia che ha decisamente ritenuto essere io nel giusto, ho inoltrato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale contro la decisione della Commissione Regionale d'Appello.
Il T.A.R. dimostrando il giusto interessamento con specifica Ordinanza ha disposto una nuova visita medica presso il Centro di Medicina dello Sport di Sondalo (SO).
Quest'ultima visita è stata effettuata dal responsabile della Medicina dello Sport dell'Ospedale di Sondalo (dove si occupano anche degli atleti della Nazionale di sci e di molte altre discipline sportive) Dott. Giulio Rossi al quale è stato fornito anche materiale fotografico e visivo comprovante la funzionalità della protesi e l'utilizzo in pista della moto con efficiente risultato del binomio pilota-veicolo.
Il Dott. Rossi si è dimostrato oltremodo sensibile al caso, molto interessato anche all'aspetto tecnico e attento a valutare ogni minimo particolare tanto da rendersi disponibile e venire di persona alcune volte presso il circuito di Adria ad effettuare e completare i suoi accertamenti.
A conclusione di detti accertamenti, il Dott. Rossi ha redatto e trasmesso al T.A.R. una dettagliatissima relazione riconoscendo senza riserva alcuna l'idoneità alla pratica agonistica della disciplina motociclismo-velocità.
Il T.A.R. ha accolto appieno il ricorso emettendo sentenza con la quale è stata riconosciuta totalmente la mia ragione.
A seguito di tale atto il Dott. Giulio Rossi ha rilasciato il certificato di idoneità alla predetta attività sportiva consentendomi così di acquisire la licenza per le competizioni.

Nel 2003 ero la prima ed unica persona portatrice di una protesi a cui era stata rilasciata l'idoneità per il motociclismo – velocità agonistico. Come primo obbiettivo a prezzo di grandissime difficoltà ho cercato la strada per rendere concreta l'opportunità di partecipare a delle competizioni non solo per realizzare il mio sogno o comunque per non vanificare quanto fatto sino a quel momento ma anche per farmi portatore tra i disabili della possibilità di riavvicinarsi a condizioni e situazioni il più simili possibile alla vita normale precedente l'evento causante la disabilità.
Abbattendo il muro del pregiudizio anche nel caso del motociclismo, si può dare un aiuto concreto al reinserimento nella vita di relazione agli appassionati di questo sport sgravando in parte il peso della disabilità.

 

A questo proposito ho seguito per l' A.M.I. (Associazione Motociclisti Incolumi – www.motociclisti-incolumi.com ) di cui faccio parte tutto ciò che riguarda “il ritorno in sella” per le persone che come me hanno avuto un grave incidente ma hanno ancora voglia di ritornare in gioco nella
vita come e più di prima.

Il mio secondo ma non meno importante obbiettivo è stato quello, riuscendo a partecipare a competizioni, di fornire prove concrete sulla possibilità di guidare un motociclo con protesi e adattamenti, per ottenere patenti speciali anche per la guida dei motocicli ed avere di conseguenza veicoli adattati ed omologati per la circolazione stradale così come avveniva da tempo per le autovetture e finalmente, nel 2004, il Ministero dei Trasporti ha manifestato un concreto interessamento al problema, il 1° luglio 2004 ha emesso una direttiva per la modifica del codice della strada per il rilascio della patente A speciale per la guida di motoveicoli adattati.
Questo bellissimo ed importante traguardo consente di essere nella legalità alle moltissime persone che, pur invalide, sono spinte dalla grande passione per la moto a circolare sulle strade.

Con mia grande felicità a settembre 2005 ho conseguito la patente A speciale per la guida stradale dei motocicli a 2 ruote!

Allora ed adesso molto importante è la parte riguardante kit ed omologazioni per moto adattate che è sempre in fase di sviluppo.

Nel 2005 e 2006 ho partecipato al Premier Cup con la mia moto (Aprilia RS 250) supportato dalla Scuderia HF, gestendo la parte meccanica della moto con le mie possibilità e qualche piccolo aiuto.

Nel 2007 ho partecipato a qualche gara del Motoestate sempre con la mia moto (Aprilia RS 250) ed arrangiandomi come potevo con le mie possibilità.

Nel 2008 ho corso 5 gare per il team extremerider (www.extremerider.eu ), partecipando a gare a livello nazionale in sella alla Triumph Daytona 675 categoria 600 stock .

Nel 2009 ho corso per il team Giald Racing (www.teamgialdracing.it) nel trofeo Marco Papa categoria 1000 Open in sella alla Yamaha R1, sono molto contento dell' incoraggiamento ed affiatamento dei ragazzi del team!

Nel 2010 ho corso per il team Giald Racing (www.teamgialdracing.it) nel trofeo Marco Papa categoria 1000 Open in sella alla Kawasaki ZX10R, in questa stagione agonistica dopo un inizio positivo non sono riuscito a migliorare i risultati in gara perchè ho preferito concentrare i miei sforzi nello sviluppo della protesi provando diverse soluzioni tecniche.

Nel 2012 in sella alla Kawasaki ZX10R ho partecipato a novembre alla gara di endurance al Mugello.

 

Nel 2013 in sella alla mia Yamaha R6 (2001) ho partecipato alle prime tre gare del trofeo Bridgestone Cup e DiDi Bridgestone Cup categoria 600.

 

Come pilota amo correre in moto ma mi è anche molto a cuore l'utilizzo quotidiano della moto a 360°, simbolo di libertà.

 

Sono sempre fortemente motivato e convinto che con la giusta sinergia a 360° si possa fare bene anche con la disabilità... è sempre una bella scommessa da vincere in una situazione così particolare!

Con il giusto allenamento fisico ed in moto sono convinto della possibilità di ottenere dei buoni risultati in pista... ma anche nella vita di ogni giorno.

Per la migliore realizzazione di questo progetto sono quindi fondamentali supporto tecnico e sopratutto SPONSOR, anche il più piccolo aiuto è prezioso.